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sabato 22 gennaio 2011

Ruberie di un governatore della Sicilia

TESTO ORIGINALE

Lipara, tam parva civitas, tam remota, seiuncta a Sicilia, in insula inculta tenuique posita, praedae tibi et questui fuit;hanc totam insulam cuidam tuorum sodalium, sicut aliquod minusculum.tu condonaras. Halicyenses, qui agros immunes habent, Turpioni, servo tuo, HS XV milia dare coacti sunt. Etiamsi,id quod maxime vis posses probare haec ad servum tuum lucra venisse, nihil te attigisse, tamen hae pecuniae,per vim atque iniuram tuam erptae,tibi fraudi et damnationi esse deberent, cum vero hoc nemini persuadere possis te tam amentem fuisse ut servum hominem tuo periculo, divitem fieri velles omnibus manifestum est hanc tibi omnem pecuniam quaesitam esse. Patiemini, iudices, ab sociis, ab aratoribus populi Romani, ab iis qui vobis laborant, vobis serviunt, ab his per summam iniuram omniam ablata esse?


TRADUZIONE



Anche questo stato tanto piccolo,separato dalla Sicilia, collocato su un'isola incolta e insignificante, è stato per te (motivo) di bottino e di guadagno ? Dal momento che tu hai dato in dono l'intera isola a uno dei tuoi compagni (così) come (se fosse) un regalino, anche a questa, così come agli abitanti del mediterraneo, venivano riscossi/detratti i profitti del frumento? Perché? E' forse vero ke gli Aliciensi, i cui abitanti danno la decima parte, i cui abitanti stessi hanno i campi esenti (dalle tasse), sono costretti a dare quindici mila al tuo servo Turpione? Se tu potessi provare ciò che tu soprattutto vuoi , (cioé che) questi profitti sono arrivati agli esattori della decima,che niente ti ha toccato  tuttavia questi denari dovrebbero essere stati presi attraverso la tua violenza e la tua offesa e dovrebbero esserti consegnati con l'inganno e con la condanna; visto ke invero nn puoi convincere nessuno di ciô,cioé del fatto ke tu sei stato tanto folle,da volere che Apronio e turpione,uomini servi, diventassero ricchi con il pericolo tuo e dei tuoi figli, ritieni (davvero) ke nessuno avrebbe dubitato che a quegli emissari/agenti è stato richiesto tutto il denaro per te?


Grande utilità dei fiumi e dei venti

 TESTO ORGINALE

Aegyptum Nilus inrigat, et cum tota aestate obrutam oppletamque tenuit, tum recedit mollitosque et oblimatos agros ad serendum relinquit Mesopotamiam fertilem efficit Euphrates, in quam quotannis quasi novos agros invehit Indus vero, qui est omnium fluminum maximus, non aqua solum agros laetificat et mitigat, sed eos etiam conserit; magnam enim vim seminum secum frumenti similium dicitur deportare. Quam tempestivos autem dedit, quam salutares non modo hominum, sed etiam pecudum generi, is denique omnibus, quae oriuntur e terra, ventos etesias; quorum flatu nimii temperantur calores, ab isdem etiam maritimi cursus celeres et certi diriguntur.

TRADUZIONE

Il Nilo allaga l'Egitto e dopo averlo tenuto sommerso per una intera estate se ne allontana e lascia il terreno, cosi ammorbidito e concimato, pronto per la semina La Mesopotamia deve la sua fertilità all'Eufrate che si può dire introduca ogni anno in quella regione nuovi campi coltivabili L'Indo, il più grande di tutti i fiumi, non si limita ad ammorbidire e a concimare i campi con le sue acque, ma provvede anche a seminarli, se è vero che, a quanto si dice, trascina con sé gran quantità di semi di cereali .E quanto propizio e salutare, e non per gli uomini soltanto ma anche per gli animali e per i vegetali, è il dono dei venti etesii; sono essi che con il loro alitare attenuano gli eccessi del calore estivo e sempre da essi dipende la sicurezza e la celerità delle rotte marine.

Vittorie di Gneo Pompeo

TESTO ORIGINALE

Existimo in summo imperatore quattuor has res inesse oportere: scientiam rei militaris, virtutem, auctoritatem, felicitatem. Quis igitur Cn. Pompeio scientior umquam fuit? Qui extrema pueritia miles in exercitu summi fuit imperatoris, ineunte adulescentia maximi ipse exercitus imperator, qui plura bella gessit quam ceteri legerunt: civile, Africanum, Transalpinum, Hispaniense, servile, navale non solum gesta ab hoc uno, sed etiam confecta sunt. Per hosce annos omnia maria referta praedonum erant; a Cn. Pompeio omnes ubique praedones partim capti interfectique sunt, partim unius huius se imperio ac potestati dediderunt; tantum bellum, tam vetus, tam diuturnum, tam longe lateque dispersum, quo bello omnes gentes ac nationes premebantur, Cn. Pompeius extrema hieme apparavit, ineunte vere suscepit, media aestate confecit.


TRADUZIONE

Io ritengo che in un grandissimo generale debbano sussistere le seguenti quattro qualità: conoscenza dell'arte bellica, valore, prestigio, fortuna. Chi dunque più di Pompeo possedette o avrebbe potuto possedere la conoscenza dell'arte militare? egli che dalla scuola e dagli studi della fanciullezza passò nell'esercito del padre, sotto la disciplina militare, in una guerra durissima e contro nemici ferocissimi; egli che alla fine della fanciullezza militò nell'armata di un grandissimo generale, ed all'inizio dell'adolescenza guidò di persona un'imponente armata; che combatté più battaglie con i nemici di quanti conflitti privati abbia avuto ogni altro uomo, che combatté guerre più di quante gli altri ne abbiano lette, che creò più province di quante gli altri ne abbiano desiderate, che passò la giovinezza ad istruirsi nell'arte militare non per mezzo degli insegnamenti altrui, ma in virtù del comando da lui stesso esercitato, non per mezzo delle sconfitte ma delle vittorie, non per mezzo del servizio militare ma dei trionfi. Quale tipo di conflitto armato, infine, esiste in cui non lo abbiano messo alla prova i casi dello Stato? La guerra civile, d'Africa, Transalpina, di Spagna (in cui i cittadini erano confusi con popoli assai bellicosi), servile, navale, i più diversi tipi di nemici e di guerre, non solamente iniziate ma anche condotte a termine da lui solo, attestano che non esiste problema militare che sfugga alla conoscenza di questo uomo.